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Greta Garbo. Il mistero di uno stile, Skira 2010

Ciao a tutti,

oggi vorrei raccontarvi di un bellissimo libro che ho letto, sfogliato e riletto in queste settimane.

Hello to all,

Today I would like to tell you about a wonderful book I’ve read, peeled and re-read in recent weeks.

Si tratta  del catalogo di una mostra che si è tenuta alla Triennale di Milano nel 2010 e aveva per protagonista Greta Garbo e i suoi abiti , testimonianza dello stile e della classe di questa donna enigmatica e affascinante .

It is the catalog of an exhibition held at the Milan Triennale in 2010 and had starring Greta Garbo and her clothes, testimony of the style and class of this enigmatic woman and charming.

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Il suo volto pallido, gli occhi chiari, la sua raffinatezza erano  negli anni ’20 e ’30 sinonimo di perfezione, ogni donna tentava di imitare lo stile della “Divina”.

Alcuni dei suoi film più famosi,  La regina Cristina (Rouben Mamoulian, 1933) e Margherita Gauthier  (George Cukor, 1936), lanciano la moda delle giacche di velluto con gli alamari e dei cappelli romantici portati con gonne  in crinolina.

His face pale, his eyes clear, his refinement were in the ’20s and ’30s synonymous with perfection, every woman trying to imitate the style of the “Divine.”

Some of his most famous films, Queen Christina (Rouben Mamoulian, 1933) and Marguerite Gauthier (George Cukor, 1936), launched the fashion of velvet jackets with grommets and romantic hats worn with crinoline skirts.

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Greta Lovisa Gustafsson nacque a Stoccolma il 18 settembre del 1905, da una famiglia di umili origini, ultima di tre fratelli,  dopo la morte del padre, a soli quattordici anni fu costretta a lasciare la scuola per trovarsi un impiego.

Trovò lavoro come commessa presso i Grandi Magazzini PUB di Stoccolma, nel reparto sartoria, durante questo periodo prestò il suo volto per la pubblicità della collezione invernale di cappelli e per pubblicizzare vari prodotti del reparto in cui lavorava

Tutto cambiò quando il regista Erik Petschler  (1881-1945) entrò nel più grande emporio di Stoccolma per acquistare gli accessori per il suo ultimo film, notò la giovane commessa e la scritturò come comparsa per il film in preparazione.

Dopo questa primissima esperienza venne mandata a sostenere gli esami per accedere ai corsi di recitazione della Royal Dramatic Theatre Academy.

L’occasione della sua vita arrivò con i provini per le due parti femminili del film La leggenda di Gosta Berling (Mauritz Stiller, 1924), tratto dal testo della scrittrice svedese Selma Lagerlof (1857-1940). Il regista del film era Mauritz Stiller (1883-1928) che le affidò la parte della contessina Elisabeth Dohna.

Stiller scelse  il nome d’arte per la giovane attrice, Greta Garbo, ma non solo, le insegnò a camminare,  a parlare, a muoversi e a recitare.  La considerava una promessa del cinema, ma era consapevole che il suo talento e la sua personalità andavano plasmati, guidati e portati alla luce.

In quei primi anni i destini di Grata Garbo e del suo pigmalione saranno strettamente legati. E quando la Metro Goldwyn Mayer propose a Stiller di andare a Hollywood il regista impose alla casa di produzione la sua protetta.

Greta Lovisa Gustafsson was born in Stockholm on 18 September 1905, into a family of humble origins, the last of three brothers after his father’s death, at the age of fourteen she was forced to leave school to find a job.

He found work as a clerk at the department store PUB in Stockholm, in the tailoring department, during this period lent his face for the advertising of the winter collection of hats and to advertise various products of the department in which he worked

Everything changed when director Erik Petschler (1881-1945) entered the largest store in Stockholm to buy accessories for his latest film, he noticed the young shop assistant and scritturò as an extra for the film in preparation.

After this first experience was sent to take the exams to enter the acting school of the Royal Dramatic Theatre Academy.

The opportunity of his life came with auditions for the two female roles in the film The Legend of Gosta Berling (Mauritz Stiller, 1924), taken from the text of the Swedish writer Selma Lagerlof (1857-1940). The film’s director was Mauritz Stiller (1883-1928), who entrusted the part of Countess Elisabeth Dohna.

Stiller chose the stage name for the young actress, Greta Garbo, but not only taught her how to walk, talk, move and act. He considered it a promise of cinema, but he was aware that his talent and his personality were shaped, guided and brought to light.

In those early years the destinies of Grate Garbo and his mentor will be closely linked. And when Metro-Goldwyn-Mayer proposed to Stiller to go to Hollywood director to impose his production house protected.

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Greta Garbo approdò a New York nel 1925.

La MGM produsse i ventidue film americani dell’attrice e impiegò ogni mezzo a disposizione per creare il mito della “Divina”. I ruoli che lei interpretò avevano lo scopo di creare il mito della femme fatale, dell’eroina dal tragico destino, le sue foto pubblicitarie vennero affidate ai più quotati fotografi, gli abiti  disegnati dai più grandi costumisti .

Greta Garbo arrived in New York in 1925.

MGM produced the twenty-two American films and the actress took every means available to create the myth of the “Divine.” The roles she played were intended to create the myth of the femme fatale, from the tragic fate of the heroine, her publicity photos were assigned to the highest-rated photographers, the clothes designed by the greatest costume.

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Naturalmente Greta Garbo non fu estranea alla creazione del suo mito e del suo stile, non fu mai una docile allieva nelle mani di registi e produttori. Fu una donna dalla forte personalità e dal carattere molto indipendente, lo dimostrano le scelte compiute nella vita, prima fra tutte quella di lasciare il cinema a soli 36 anni, all’apice della sua carriera, ma anche il suo stile di vita molto schivo nella vita privata e il suo abbigliamento, che a noi oggi può apparire molto contemporaneo e attuale.

Prediligeva un abbigliamento minimale, privo di orpelli, comodo e funzionale , commissionava completi pantaloni dal sarto da uomo Watson, prendeva a prestito capi dal guardaroba maschile e li indossava con grande disinvoltura, il suo calzolaio di fiducia era Salvatore Ferragamo.

Of course, Greta Garbo was not unrelated to the creation of his myth and his style was never a docile pupil in the hands of directors and producers. It was a woman with a strong personality and very independent character, as demonstrated by the choices made in life, first of all to leave the theater at the age of 36, at the height of his career, but also his lifestyle very shy in private life and his clothing, which we today may seem very contemporary and current.

Favored a minimal clothing, no frills, comfortable and functional, commissioned trouser suits to the tailor for men Watson, borrowed clothes from the male wardrobe and wore them with great ease, his confidence was a shoemaker Salvatore Ferragamo.

 

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Il suo costumista sulle scene fu Adrian Adolph Greenberg ( 1903-1959), meglio noto come Adrian, uno dei più noti costumisti cinematografici,  che riprese lo stile asciutto e spartano dell’attrice anche per molti dei suoi film: il trench foderato di scozzese, le camicie classiche da uomo, i tacchi bassi e i pantaloni dal taglio maschile.

His costume designer on the scene was Adrian Adolph Greenberg (1903-1959), better known as Adrian, one of the most well-known film costume, which resumed the dry style and Spartan actress for many of his films: the trench coat lined with Scottish classic shirts for men, low heels and trousers masculine edge.

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greta11 A WOMAN OF AFFAIRS, Greta Garbo, 1928

Lo stile di Greta Garbo fu sempre poco appariscente, era come se cercasse, fuori dal set, di non attirare l’attenzione, cercava  normalità e  comodità. Fu lei a portare alla ribalta i maglioni a collo alto, che declinava in vari colori e avevano il pregio di scoprire solo il volto, fu sempre lei a lanciare i completi pantalone.  Altro  immancabile alleato nel guardaroba dell’attrice  fu il cappello in tutte le sue varianti: cloche, baschi, feltri.

Per il film   Il velo dipinto ( Richard Boleslaswski, 1934) indossò per la prima volta i turbanti.

The style of Greta Garbo was always inconspicuous, it was as if he were trying, off the set, not to attract attention, seeking comfort and normalcy. It was she who brought to the fore the turtlenecks, which declined in various colors and had the merit of discovering only the face, she was always throwing the trouser suits. Other unfailing ally in the wardrobe of the actress was the hat in all its variants: cloches, berets, felt.

For the film The Painted Veil (Richard Boleslaswski, 1934) for the first time wore turbans.

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Non fu mai una vittima della moda, il suo guardaroba era composto da un mix di abiti anonimi con capi firmati da grandi stilisti, Christian Dior e Givency .

It was never a fashion victimher wardrobe consisted of a mix of clothes fromdesigner clothes with anonymous big designers, Christian Dior and Givenchy.

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Il suo ultimo film fu Non tradirmi con me del 1941, per questa pellicola  il regista George Cukor (1899-1983) volle per la Garbo un cambio di look, contrassegnato da permanente e abiti scollati e il risultato fu  un insuccesso clamoroso, fu come se il pubblico avesse voluto punire  il tentativo di cambiare la Divina, l’icona Greta Garbo. Questa è la teoria  avallata da critici e giornalisti, ma in realtà lasciare le scene per un flop al botteghino non si sposa molto con la personalità di questa donna volitiva e fuori dagli schemi. A distanza di anni nessuno sa spiegare la sua scelta, ma è certo che questa abbia contribuito ad alimentarne il mito.

His last film was Two-Faced Woman in 1941, this film by director George Cukor (1899-1983) wanted Garbo for a fresh look, marked by permanent and low-cut dresses and the result was a resounding failure, it was as if the public had wanted to punish the attempt to change the Divine, the icon Greta Garbo. This theory is corroborated by critics and journalists, but actually leave the scene for a flop at the box office does not sit much with the personality of this strong-willed woman and unconventional. Years later, no one can explain his choice, but it is certain that this has helped to fuel the myth.

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Non tradirmi con me segna la  fine di un’epoca, la Garbo si ritirò dalle scene e si trasferì a New York e finì il sodalizio con Adrian.

Two-Faced Woman marks the end of an era, Garbo retired from the stage and moved to New York and ended his association with Adrian.

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A New York cercò anonimato e normalità, per il suo abbigliamento si affidò a  Valentina (1899- 1989), la più autorevole stilista di New York, che la convinse ad abbandonare il marrone slavato e a scegliere dei colori che meglio si sposavano con il suo incarnato, il blu fiordaliso, il verde acido.

La mostra della Triennale e il catalogo di cui vi sto parlando hanno il pregio di mostrare non solo i meravigliosi abiti di scena dei suoi film più famosi, ma anche il suo guardaroba personale attraverso il quale è possibile rivivere il fascino di Greta Garbo e anche di un’epoca.

In New York sought anonymity and normalcy, for her clothing turned to Valentina (1899 – 1989), the most influential designer of New York, who convinced her to leave the brown washed out and choose the color that best marry with her ​​complexion the cornflower blue, acid green.

The exhibition at the Triennale and the catalog of which I am talking about have the advantage of showing not only the wonderful costumes of his most famous films, but also his personal wardrobe through which you can relive the glamor of Greta Garbo and even era.

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